Percorso del pellegrino
Io vi ho amati. Rimanete nel mio amore. Giovanni 15, 9
Caro pellegrino, cara pellegrina,
Ti diamo il benvenuto a Paray-le-Monial, la città del Cuore di Gesù!
Qui Gesù ha rivelato a santa Margherita Maria i segreti del suo Sacro Cuore. Ti proponiamo un percorso specifico per scoprire e vivere le grazie di questo luogo. Attraverso 4 tappe questo percorso ti porterà a fare la tua dimora nel Cuore di Gesù, per poter ardere del suo amore giorno dopo giorno, e per farlo risplendere su coloro che ti circondano!
Buon pellegrinaggio.
“La devozione al Sacro Cuore è l’invito a una relazione personale in cui ciascuno si sente unico davanti a Cristo, riconosciuto nella sua realtà irripetibile, pensato da Cristo e considerato in modo diretto ed esclusivo. Questa esperienza è fondamentale per una vita spirituale” Papa Francesco - Dilexit nos (DN) 115-116
Legenda
Parola di Dio
Citazione da Dilexit nos (DN)
Parola di Santa Margherita Maria
Parola di San Claudio La Colombière
Prossimo passo
1.Basilica del Sacro Cuore
Entro nella Basilica. Mi lascio prendere dalla bellezza e dall’armonia di questo maestoso edificio. Come è bello quando la grazia del sacro si allea con il talento e il lavoro dell’uomo! Prendo il tempo per sedermi e osservare. Gusto il silenzio e la pace di questo spazio. Sono arrivato/a a Paray-le-Monial. Al termine del mio viaggio Gesù mi offre un tempo di riposo, nella sua Chiesa. Mi lascio accogliere da lui, che posa su di me il suo sguardo e mi ama. Conosce la mia vita, tutto il cammino percorso dal momento del mio battesimo. Con lui, alla luce del suo sguardo benevolo, posso ripercorrere le grandi tappe della mia vita fino ad oggi.
“Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime”. Mt 11, 28-29
“Signore, ti glorificherò facendo conoscere quanto sei buono verso i peccatori; nessuna ricaduta, per quanto vergognosa e criminale possa essere, deve portare un peccatore a non sperare nel perdono. Quando sarò ricaduto cento volte e i miei crimini saranno cento volte più orribili di adesso, spererò ancora in Te”.
“Una volta, trovandomi completamente investita da questa divina presenza, mi abbandonai a questo Spirito divino, offrendo il mio cuore alla forza del suo amore. Mi fece riposare a lungo sul suo petto, dove mi rivelò le meraviglie del suo amore e i segreti inesplicabili del suo Sacro Cuore che mi aveva sempre tenuto nascosti fino ad allora”.
“Il cuore è anche capace di unificare e armonizzare la propria storia personale. Nel Vangelo, la migliore espressione di ciò che pensa un cuore sono i due passi di San Luca che ci dicono che Maria «custodiva (syneterei) tutte queste cose, meditandole (symballousa) nel suo cuore» (Lc 2,19; cfr 2,51). Il verbo symballein (da cui “simbolo”) significa ponderare, riunire due cose nella mente ed esaminare sé stessi, riflettere, dialogare con sé stessi. In Lc 2,51 dieterei significa “conservava con cura”, e ciò che lei custodiva non era solo “la scena” che vedeva, ma anche ciò che non capiva ancora e tuttavia rimaneva presente e vivo nell’attesa di mettere tutto insieme nel cuore” (DN 19).
Dopo aver preso un sufficiente tempo per gustare il silenzio, la pace, l’accoglienza di Gesù e il riposo che mi offre, posso stare in piedi davanti ai gradini dell’altare, sulla lapide che ricorda la venuta di san Giovanni Paolo II in questa basilica. Come figlio o figlia della Chiesa, membro del Corpo di Cristo per il mio battesimo, Tempio dello Spirito di Dio, professo la mia fede pregando il Credo.
Camminando verso la Cappella San Giovanni posso usare il mio rosario… Su ogni grano della decina ripeto: “Sacro Cuore di Gesù, ho fiducia in te e ti amo”, e sul grano grande: “Gesù, mite e umile di cuore, rendi il mio cuore simile al tuo”.
2. Cappella San Giovanni
Entrando nella Cappella San Giovanni mi lascio toccare dalla qualità di una presenza: è la presenza di Gesù, nell’Eucarestia esposta sull’altare. Dopo essermi prostrato/a davanti al mio Signore, posso restare in ginocchio o sedermi. Leggo lentamente i testi di Santa Margherita Maria per lasciarmi raggiungere interiormente dall’amore ardente di Gesù e dirgli a mia volta che lo amo, in risposta al suo appello doloroso e assetato.
“L’amore lo tiene lì, nel Santissimo Sacramento”. “Questo amabile Cuore ha tanto amato gli uomini fino a consumarsi sull’albero della Croce per testimoniare loro il suo amore, e continua a farlo nel Santissimo Sacramento! ”. “E mi fece vedere l’ardente desiderio che aveva di essere amato dagli uomini: “Ho sete, ma di una sete così ardente di essere amato dagli uomini nel Santissimo Sacramento. che questa sete mi consuma” ”.
“Ecco il Cuore che ha tanto amato gli uomini, che non ha risparmiato niente fino a consumarsi per testimoniare loro il suo amore; e in cambio non ricevo dalla maggior parte di loro che ingratitudini, con le loro irriverenze e i loro sacrilegi, e con la loro freddezza e il disprezzo che hanno per me in questo sacramento di amore”.
“Ma, almeno, dammi il piacere di supplire alle loro ingratitudini tanto quanto potrai esserne capace”.
Quand’ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: “Simone di Giovanni, mi ami tu più di costoro?”. Gli rispo¬se: “Certo, Signore, tu lo sai che ti amo”. Gli disse: “Pasci i miei agnelli”. Gli disse di nuovo: “Simone di Giovan¬ni, mi ami?”. Gli rispose: “Certo, Si¬gnore, tu lo sai che ti amo”. Gli disse: “Pasci le mie pecorelle”. Gli disse per la terza volta: “Simone di Giovanni, mi ami?”. Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli dicesse: Mi ami?, e gli disse: “Signore, tu sai tutto; tu sai che ti amo”. Gv 21, 15-17
“Il Signore ci salva parlando al nostro cuore dal suo Sacro Cuore. Questa stessa logica faceva sì che per lui, grande pensatore, il luogo dell’incontro più profondo con sé stesso e con il Signore non fosse la lettura o la riflessione, ma il dialogo orante, da cuore a cuore, con Cristo vivo e presente. Nell’Eucaristia il Cuore di Gesù è vivo, capace di liberare, di dare senso ad ogni momento e di infondere nell’uomo la vera pace: «O santissimo ed amabilissimo Cuore di Gesù, tu sei nascosto nella santa Eucaristia, e qui palpiti sempre per noi. Io ti adoro con tutto il mio amore. Fa’ che il mio cuore batta all’unisono col tuo ” (DN 26).
Dopo aver preso un sufficiente tempo per lasciarmi toccare dall’amore di Gesù nell’Eucarestia, avanzo verso l’altare e mi inginocchio (se posso) ai piedi del Santissimo. Dico a Gesù che lo amo. Lo ringrazio per il suo amore e per la sua presenza nel Santo Sacramento. Gli esprimo il mio desiderio di amarlo per coloro che non lo amano e per riparare le pene che soffre a causa delle ingratitudini degli uomini.
Posso concludere questa tappa con la preghiera che l’angelo affidò ai bambini di Fatima:
“Santissima Trinità, Padre Figlio e Spirito Santo, Vi adoro profondamente e Vi offro il preziosissimo Corpo Sangue Anima e Di¬vinità di Gesù Cristo, presente in tutti i tabernacoli della terra, in riparazione degli ol-traggi, dei sacrilegi e delle indifferenze con cui Egli stesso è offeso. E per i meriti infiniti del suo Sacro Cuore e del Cuore Immacolato di Maria, Vi chiedo la conversione dei poveri peccatori”.
Camminando verso la Cappella delle Apparizioni posso usare il mio rosario. Su ogni grano della decina ripeto: “Sacro Cuore di Gesù, ho fiducia in te e ti amo”, e sul grano grande: “Gesù, mite e umile di cuore, rendi il mio cuore simile al tuo”.
3. Cappella delle Apparizioni
Prima di entrare nella Cappella delle Apparizioni faccio una pausa. È proprio in questo luogo, nel coro attuale della cappella, che Gesù ha rivelato il proprio Cuore ardente d’amore a santa Margherita Maria e le ha chiesto in cambio il suo cuore. Entrare in questa cappella è simbolicamente entrare nel Cuore di Gesù per farvi la mia dimora, per lasciarmi consumare dalle fiamme ardenti del suo amore. Entro per consacrare il mio cuore e la mia vita al Sacro Cuore.
“Venuti però da Gesù e vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati gli colpì il fianco con la lancia e subito ne uscì sangue e acqua. Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera e egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate”. Gv 19, 33-35
“Il mio Cuore divino è così appassionato di amore per gli uomini, e per te in partico¬lare, che, non potendo più contenere in sé le fiamme della sua ardente carità, le deve diffondere per mezzo tuo”.
« Il me demanda mon cœur, lequel je le suppliai de prendre, ce qu’il fit, et le mit dans le sien adorable, dans lequel il me le fit voir comme un petit atome qui se consommait dans cette ardente fournaise, d’où le retirant comme une flamme ardente en forme de cœur, il le remit dans le lieu où il l’avait pris, en me disant : « Voilà, ma bien-aimée, un précieux gage de mon amour, qui renferme dans ton côté une petite étincelle de ses plus vives flammes, pour te servir de cœur. »
“E riguardo ad entrare nel suo Sacro Cuore, che cosa dovete temere, se vi invita ad andarvi per prendere il vostro riposo? Non è esso il trono della misericordia, dove i più miserabili sono meglio accolti, visto che l’amore li presenta nell’abisso della loro miseria? E se siamo vili, freddi, impuri e imperfetti, non è esso una fornace ardente dove dobbiamo perfezionarci e purificarci come l’oro nel crogiolo, per essere per lui come un’ostia viva immolata e sacrificata ai suoi adorabili disegni?
“ Dimoreremo per sempre nel fianco squarciato del Salvatore” (DN 114). “Offrire sé stessi è permettere all’amore infinito del Signore di diffondersi senza ostacoli: «O mio Dio! Il tuo amore disprezzato deve restare nel tuo Cuore? Mi sembra che se tu trovassi anime che si offrono come Vittime di olocausto al tuo Amore, tu le consumeresti rapidamente; mi sembra che saresti felice di non comprimere affatto i torrenti di infinite tenerezze che sono in te». È offrire al Cuore di Cristo una nuova possibilità di diffondere in questo mondo le fiamme della sua ardente tenerezza ” (DN 196; 200)
Dopo aver gustato a sufficienza l’ardente desiderio di Gesù di comunicare il fuoco che abita la fornace del suo Cuore, posso rispondervi esprimendo il mio desiderio di lasciarmi consumare. È il senso della consacrazione che posso pronunciare.
Preghiera di Consacrazione
del Giubileo dei 350 anni
Signore Gesù, hai rivelato a Santa Margherita Maria il tuo Cuore così appassionato di amore per tutti gli uomini e per ciascuno in particolare. Oggi ci inviti ad attingere alla sorgente del tuo Cuore, che resta più che mai aperto. In questo sacramento di Amore che è l’Eucarestia,
In questo sacramento di Amore che è l’Eucarestia,
Ti offro le mie fatiche e le mie stanchezze: donami il riposo;
Ti espongo le mie sofferenze e le mie ferite: consolami e guariscimi;
Ti presento la mia durezza di cuore: trasformami nella dolcezza e l’umiltà;
Depongo davanti a te le mmie ingratitudini e le mie indifferenze: fa’ che ti renda amore per amore;
Ti dico la mia sete di amarti e di annunciarti: inviami nella potenza del tuo Spirito Santo.
Signore, mi consacro al tuo Cuore, fornace ardente di carità (raccogliersi in silenzio). Fa’ di ma uno strumento che attira i cuori al tuo Amore. Fa’ che arda della tua compassione per testimoniare al mondo il tuo Cuore che ci ha tanto amati.
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Camminando per raggiungere la Cappella La Colombière posso usare il mio rosario. Su ogni grano della decina ripeto: “Sacro Cuore di Gesù, ho fiducia in te e ti amo”, e sul grano grande: “Gesù, mite e umile di cuore, rendi il mio cuore simile al tuo”
4. Cappella la Colombière
Entrando da san Claudio, penso al nuovo avvenire che si apre davanti a me ora che mi sono totalmente consacrato/a al Cuore di Gesù. Vengo a chiedere la grazia della fiducia per perseverare malgrado la mia debolezza, e la grazia di comunicare a mia volta il fuoco che abita il mio cuore.
“Gli dissero allora gli altri discepoli: “Abbiamo visto il Signore!”. Ma egli disse loro: “Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il dito nel posto dei chiodi e non metto la mia mano nel suo costato, non crederò” Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c'era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, si fermò in mezzo a loro e disse: “Pace a voi!”. Poi disse a Tommaso: “Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la tua mano, e mettila nel mio costato; e non essere più incredulo ma credente!” ”. Gv 20, 25-27
“Mio Dio, sono così convinto che Tu hai cura di tutti quelli che sperano in Te e che niente può mancare a coloro che attendono tutto da te, che ho deciso, per l’avvenire, di vivere senza alcuna preoccupazione e di riversare su di Te ogni mia inquietudine. Per me, mio Dio, dormirò e mi riposerò nella pace che trovo in te: perché, Signore, tu mi hai reso fermo, in un modo del tutto singolare, nella speranza che ho nella tua bontà. Gli uomini possono spogliarmi di tutti i beni e del mio stesso onore; le malattie possono privarmi delle forze e dei mezzi per servirti; col peccato posso smarrire perfino la tua grazia, ma mai e poi mai perderò la mia fiducia in te. La conserverò fino all’ultimo istante della mia vita”.
«Egli stesso ci dice: «Vi mando» (Lc 10,3). Questo fa parte dell’amicizia con Lui. Perciò, affinché tale amicizia maturi, bisogna che ti lasci mandare da Lui a compiere una missione in questo mondo, con fiducia, con generosità, con libertà, senza paure. Se ti chiudi nelle tue comodità, questo non ti darà sicurezza, i timori, le tristezze, le angosce appariranno sempre. Chi non compie la propria missione su questa terra non può essere felice, è frustrato. Quindi è meglio che ti lasci inviare, che ti lasci condurre da Lui dove vuole... Non dimenticare che Lui ti accompagna. Gesù lo merita. Se ne avrai il coraggio, Lui ti illuminerà. Ti accompagnerà e ti rafforzerà, e vivrai un’esperienza preziosa che ti farà molto bene. Non smettere di vivere la gioia di cercare di comunicare l’amore di Cristo agli altri” (DN 215-216).
Dopo aver preso un sufficiente tempo per rendere grazie a Gesù per la novità della mia vita e per presentargli il mio avvenire missionario sui suoi passi, mi inginocchio (se posso) ai piedi del tabernacolo, in fondo alla cappella. Guardo Gesù, sul tabernacolo, le mani aperte verso il Padre. Nelle sue mani depongo il mio avvenire, la mia fiducia, la mia volontà di essere missionario/a del Cuore di Gesù, sui passi di san Claudio. Per inaugurare la mia nuova missione depongo ancora nelle mani di Gesù l’intenzione del Papa, che leggo ai piedi del tabernacolo. Termino la mia preghiera con un Padre nostro e con un’Ave Maria.
Per ricevere l’indulgenza plenaria
Un’indulgenza plenaria è accordata al fedele che compie questo percorso:
- una volta all’anno, un giorno a scelta;
- il giorno della Solennità del Sacro Cuore (o la domenica successiva);
- ogni volta in occasione di un pellegrinaggio collettivo.
Per beneficiarne occorre ancora mettere insieme le seguenti condizioni:
Essere in stato di grazia e avere la disposizione interiore del distacco completo dal peccato, anche veniale. Ciò comprende confessarsi (se possibile il giorno stesso, altrimenti entro una settimana prima o dopo) e ricevere la comunione.
- È possibile ricevere l’indulgenza plenaria per se stessi o per una persona defunta, ma non per una persona in vita.
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