Vivere la pratica giubilare

Che cos’è un giubileo?

Un giubileo è un tempo di gioia, un invito a giubilare per commemorare un anniversario importante nella vita della Chiesa. È un tempo di grazia per tornare a Dio e accogliere la sovrabbondanza del suo amore per noi.

Perché un giubileo a Paray?

Al santuario del Sacro Cuore di Paray-le Monial dal 27 Dicembre 2023 al 27 Giugno 2025 viene celebrato un giubileo per festeggiare i 350 anni delle apparizioni di Gesù a Santa Margherita Maria. Questo giubileo è un’occasione per venire in pellegrinaggio alla Cappella delle Apparizioni al Monastero della Visitazione.

Questa pratica giubilare è un invito a mettersi in cammino per rispondere alla chiamata di Gesù: Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristoreròSono mite e umile di cuore (Mt 11,28-29). Passare la Porta giubilare è entrare nel Cuore di Gesù per essere rinnovati in profondità nella nostra vita di battezzati e rendergli amore per amore.

Che cos’è un’indulgenza plenaria?

In occasione di questo giubileo Dio manifesta la sua misericordia, in particolare accordando gratuitamente un’indulgenza plenaria ai pellegrini che si saranno preparati. Papa Francesco ci ricorda che cos’è un’indulgenza:

Nel sacramento della Riconciliazione Dio perdona i peccati, che sono davvero cancellati; eppure, l’impronta negativa che i peccati hanno lasciato nei nostri comportamenti e nei nostri pensieri rimane. La misericordia di Dio però è più forte anche di questo. Essa diventa indulgenza del Padre che attraverso la Sposa di Cristo raggiunge il peccatore perdonato e lo libera da ogni residuo della conseguenza del peccato, abilitandolo ad agire con carità, a crescere nell’amore piuttosto che ricadere nel peccato.

Come vivere la pratica giubilare?

Ecco le disposizioni interiori ed esteriori per vivere fruttuosamente la pratica giubilare e ricevere l’indulgenza plenaria.

Essere in stato di grazia e avere la disposizione interiore del distacco completo dal peccato, anche veniale. Ciò implica in particolare confessarsi (se possibile il giorno stesso, altrimenti una settimana prima o dopo) e ricevere la comunione.

Manifestare la nostra apertura alla Chiesa universale, pregando un Padre Nostro e un Ave Maria secondo le intenzioni del Papa.

Professare la fede della Chiesa recitando il Credo.

Manifestare visibilmente che vogliamo rispondere alla chiamata di Gesù, che ha detto Io sono la porta delle pecore (Gv 10,7), passando la porta giubilare della Cappella delle Apparizioni.

Tradurre in carità concreta la grazia ricevuta, compiendo una delle opere di misericordia richiamate da Papa Francesco :

Riscopriamo le opere di misericordia corporale: dare da mangiare agli affamati, dare da bere agli assetati, vestire gli ignudi, accogliere i forestieri, assistere gli ammalati, visitare i carcerati, seppellire i morti. E non dimentichiamo le opere di misericordia spirituale: consigliare i dubbiosi, insegnare agli ignoranti, ammonire i peccatori, consolare gli afflitti, perdonare le offese, sopportare pazientemente le persone moleste, pregare Dio per i vivi e per i morti.

È possibile ricevere l’indulgenza plenaria una volta al giorno, per se stessi o per una persona defunta, ma non per un’altra persona in vita.